Looking Glass: quella volta in cui Nicolas Cage ha fatto il guardone

Looking Glass: quella volta in cui Nicolas Cage ha fatto il guardone

25 Marzo, 2020 0 Di Marcello Portolan

Una coppia compra un vecchio motel nel deserto alla ricerca di un nuovo inizio, ma quello che in principio sembrava una fuga diviene presto una corsa elettrizzante attraverso un mondo misterioso quando Ray scopre uno specchio spia e assiste a un orribile omicidio. In un contorto gioco del gatto col topo, Ray deve così darsi da fare per salvare sua moglie e sé stesso da un raccapricciante segreto collegato alla struttura e alle strane persone che lo visitano.

Ok, seguiamo il flusso della logica, siete una coppia, il vostro matrimonio è al limite del naufragio e avete pure perso da poco una bambina di 6 anni, quale migliore soluzione se non aprire craiglist e comprare un motel da film horror ?

Bene, questo è solo il piccoli problemi di logica che troveremo in Looking Glass,  film diretto dall’esperto regista televisivo Tim Hunter su una sceneggiatura di Jerry Rapp( The Gambling – Gioco pericoloso) e Matthew Wilder ( Cane mangia cane).

La pellicola sembrerebbe trarre ispirazione dalle azioni di Gerald Foos, proprietario del Manor House Motel negli USA, il quale aveva installato nella sua proprietà un sistema di griglie che gli permetteva di vedere e documentare le attività dei suoi clienti a loro insaputa. Dopo un articolo scritto dal New York Times sull’argomento, i diritti di sfruttamento della storia vennero acquistati da Steven Spielberg, intenzionato a realizzarne una trasposizione cinematografica diretta da Sam Mendes. Il progetto del duo venne poi messo da parte perchè nel frattempo dalla storia venne tratto un documentario, intitolato Voyeur.

Tim prova come può ha spingere la trama oltre le buche della razionalità,tenta la carta dello stile alla David Lynch, ripescando dalla memoria i ben 3 episodi girati di Twin Peaks, ma il risultato non cambia. Una pellicola che apparentemente voleva giocare con il cinema thriller\noir citando il classico Alfred Hitchcock, ma che rimane inceppata fin da subito.

Looking Glass soffre visibilmente la scrittura poco lucida, attorno a Ray si muovono tanti personaggi vuoti, ognuno di loro porta via il suo pezzetto di pellicola senza però avere un reale scopo all’interno del piano principale.

La regia non è esente da colpe, Tim Hunter non da in nessun momento l’idea d’essere particolarmente ispirato, al punto da non riuscire a convincere nemmeno sfruttando le scene di sesso presenti nella pellicola, che risulteranno troppo piatte.

Perfino Nicolas Cage, ormai esperto conoscitore del mondo delle pellicole di poche speranze, sembra non credere fino in fondo nel progetto. L’attore premio Oscar infatti offre una recitazione decisamente svogliata, limita le sue note “faccette” ed esegue il suo compitino.
Oltre al protagonista nel cast troviamo : Robin Tunney ( the mentalist), Marc Blucas (Buffy l’ammazzavampiri), Ernie Lively, Jacque Gray, Kassia Conway e Bill Bollender (Le ali della libertà), nessuno dei quali riesce mai a incidere più di tanto nell’economia della pellicola, vittime di personaggi poco curati che sembrano spesso capitare “d’intralcio” a Ray durante la successione degli eventi.

Nonostante avesse discrete potenzialità, Looking Glass è riuscito a sprecare moltissimo, uscito solamente per il mercato Home Video non è sicuramente nella lista dei film che consiglierei, nemmeno ai fan di Nicolas Cage.