Songbird: ecco il Covid 2.0 girato con i soldoni di Michael Bay

Su prime video da qualche tempo è disponibile Songbird, il film girato con i soldoni di Michael Bay e impacchettato durante il primo lockdown per farne un bellissimo istant movie.

Avete presente la pubblicità che dice come lo fai tu..ma più in grande?? ecco portate il concetto sulla pandemia Covid e ottenete il canovaccio di questo film. Siamo infatti in un futuro in cui la pandemia ha preso una piega brutta brutta, siamo arrivati al covid-23 e la mortalità ora è del 50%. Tutti vivono segregati dentro casa costantemente controllati, in una sorta di regime medico che spedisce gli infetti in speciali ghetti di quarantena e gli unici a poter uscire sono gli immuni dotati di braccialetto giallo, cosa che rende importantissimo il lavoro dei fattorini.

Uno di questi fattorini immuni è il nostro protagonista, il quale ha una fidanzata non immune che vive con sua nonna e con la quale vorrebbe organizzare una fuga (in barba alle regole), ovviamente il suo sogno sembra seguire il ritornello di I fought the law dei Clash e quindi le cose si complicheranno quando il palazzo dove vive la ragazza attirerà l’attenzione del responsabile delle “pulizie “Emmett Harland

Ora, possiamo discutere quanto vogliamo di quanto sia etico portare sugli schermi una pellicola ispirata a una tragedia ancora in corso,  ma la realtà è che alla fine questa premessa di pessimo gusto è solo una parte dei grossi problemi di questo titolo. In generale infatti si tratta di una pellicola piatta, girata appositamente con l’intento di cavalcare l’onda del momento senza badare più di tanto a una trama estremamente raffazzonata e ricca di situazioni che sembrano attaccate all’insieme con lo scotch perchè possano richiamare alla memoria ciò che molti di noi hanno provato durante il lockdown.

Unico e solo momento di godimento rappresentato dalla performance folle di Peter Stormare, totalmente fuori di melone e per questo perfettamente calato nel ruolo del cattivone di turno, attorniato da attori che sembrano essere palesemente con il pilota automatico come Demi Moore e la Daddario

Marcello Portolan

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