The I-Land: c’era una volta Lost

The I-Land: c’era una volta Lost

Ottobre 7, 2019 0 Di Marcello Portolan

In questo periodo cade l’anniversario della messa in onda di Lost 
serie che come ho già detto più volte si può odiare o amare, ma che ha contribuito a cambiare il volto e il modo di approcciarsi agli show TV. Se ora smontate siti web, fare passare gli episodi frame per frame, traducete anche i numeri di targa in cerca di easter egg, lo dovete a J.J. Abrams e a questa serie. 

Capirete quindi che quando su Netflix ha fatto capolino uno show con un gruppo di persone e un’isola misteriosa, beh ci sono cascato con tutti i piedi guardandomi la miniserie The I-Land.

Mettiamo subito in chiaro, con Lost alla fine non centra praticamente una beata mazza e chiunque cerchi di vendervela in questo modo evidentemente vi odia.

In questa serie un gruppo di giovani si risveglia in un isola paradisiaca, apparentemente senza traccia di aerei schiantati o navi affondate. Nessuno ha memoria di ciò che gli è accaduto in passato,nemmeno i loro nomi. Ovviamente in questo caso diventa primario sopravvivere.

Ovviamente nel corso dei 7 episodi di The I-Land scopriremo il mistero di questi personaggi e del loro arrivo sull’isola, questo ovviamente se non avete visto il trailer ufficiale di Netflix. Se lo avete visto, sapete già tutto ed è praticamente inutile guardare la serie.

Provando per un secondo a toglierci dalla mente il paragone forzato con l’altra isola TV, ci troveremo davanti a un prodotto dai tratti decisamente grossolani. Sulla carta ci sono molti ingredienti per mettere insieme una trama ben fatta. Peccato che poi gli sceneggiatori decidano di svilupparla in maniera frettolosa e farcita di piccole forzature per velocizzare gli eventi

Capitolo a parte meritano i personaggi pesantemente stereotipati e i dialoghi, spesso assolutamente inconcludenti, fra il folle e l’assurdo

The I-Land sembra non sapere dove andare a parare con la sua trama, sviluppando un dilemma morale e affrontandolo in maniera ballerina e sviluppando backstory inutili ai fini reali della trama.

Mi spiace, ma questa volta siamo andati lontani dal centrare l’obbiettivo