Z Nation: quando l’apocalisse zombie si fa strana

Z Nation: quando l’apocalisse zombie si fa strana

Giugno 11, 2019 0 Di Marcello Portolan

L’unico vero avversario di The Walking Dead – nella sua lenta camminata verso il dominio del genere Zombie – è stato nelle sue ben 5 stagioni Z-Nation

Un’avversario che però gioca su binari totalmente differenti, e per questo merita le luci di una ribalta che, appartenendo a una categoria completamente di nicchia (poi capirete perchè), probabilmente faticherà a ottenere.

Il mondo Zombie è saturo, forse stiamo parlando di uno dei filoni dove spremere qualcosa di nuovo e innovativo è più arduo di non morire in Ghosts ‘n Goblins

Eppure a riuscirci è stata la tanto bistrattata The Asylum, che ha deciso di immergere un classico contesto da Z-Movie in un calderone contenente tutti gli elementi peggiori di un B-Movie, tirandone fuori un qualcosa di nuovo e divertente.

La trama da cui tutto nasce è estremamente semplice, c’è stata una apocalisse Zombie, la società è collassata e il mondo tenta di andare avanti così come riesce. Dando vita a una realtà decisamente folle .

Esiste però una speranza, Murphy, unico uomo che sia mai sopravvissuto a un morso degli zombie, la possibile fonte per una cura, da lui parte un vero e proprio viaggio attraverso gli USA post-apocalittici più weird che mai

Ed è proprio questo a tirare Z-Nation oltre il precipizio del già visto e metterla nella posizione di farsi il suo spazio in questa nicchia, uno spazioa anche un po’ solitario ma dove questa serie trova un suo equilibrio.

Gli zombie diventano strumenti perfetti per ogni tipo di utilizzo, ne vediamo di tutti i colori, in un escalation di WTF che parte dagli zombie operai e arriva alla marjuana zombie, passando per radiazioni, telepatia, culti religiosi, orsi, sosia di presidenti USA e ibridi parlanti.

z nation zombies GIF by SYFY

L’asticella dello strampalato e del sopra le righe si è alzata praticamente di episodio in episodio, ma è proprio questa assurdità voluta a dare il ritmo e le battute giuste alla trama, a oliare un meccanismo che ha dimostrato di poter girare benissimo anche senza i grossi budget.

Esiste poi una grande, grandissima differenza rispetto ai classici B-Movie – i personaggi – quelli di Z-Nation sono tridimensionali, sono una famiglia strampalata, sono sfumati e complessi e generano empatia, basti pensare al rapporto fra Roberta e Murphy, che muta più volte di quante cambi colore di pelle quest’ultimo (e sono tante).

Ma non possiamo dimenticare anche cittadino Z, Doc, 10K, Addy ognuno di loro ha un percorso di crescita e cambiamento, che lo allontana dalla bidimensionalità e lo avvicina allo spettatore.

Z Nation

Gli sceneggiatori sfruttano la totale follia della serie per affrontare temi attuali e interessanti, senza lesinare su qualche stoccata alla politica USA. Troveremo parti in cui viene trattato il razzismo, il rapporto fra governo e cittadini, la democrazia e la nascita di una società. Ovviamente la libertà totale permette di svariare anche quando si tratta di generi con riferimenti horror, sci-fi e road movie tutti da scovare, così come quelli alla cultura POP.

Tenere insieme tutto questo, portarlo avanti per 5 stagioni, chiudere e lasciare gli spettatori con la voglia di vederne ancora, non era minimamente nemmeno dei sogni dei produttori al momento della prima puntata. Eppure come il leggendario calabrone che ignora di non dover volare, anche Z-Nation ignora il suo status di serie Asylum.

Z Nation

Visto il risultato, sarebbe bello vedere la casa di produzione scendere nuovamente in campo per una serie di questo tipo – anche se, il prequel Black Summer è decisamente fenomenale- potrebbe consolidare la sua posizione in un segmento interessante, quello degli amanti del trash e del WTF.

Ci vorrebbero più esperimenti come questo